Il 25 ottobre 2007 il Direttore Generale dell’IMAIE, Maila Sansaini, presentava al Consiglio di Amministrazione (CdA) un dossier raccolto dagli uffici preposti riguardo irregolarità nella rendicontazione di progetti oggetto di finanziamento da parte dell’Istituto nell’ambito delle attività di promozione previste dall’art.7 L.92/93 in favore delle categorie artistiche. La conseguente delibera, adottata a maggioranza dal CdA, di procedere a presentare denuncia presso la Procura della Repubblica per il reato di tentata truffa ai danni dell’IMAIE, apre una crisi senza precedenti all’interno degli organi collegiali dell’Istituto.
Ai reati ipotizzati nella relazione presentata al CdA se ne somma subito un altro, durante la notte vengono violati i sistemi informatici dell’istituto per prelevare il documento che dettagliava quanto emerso sulle presunte frodi.
La Magistratura comincia il suo lavoro.
Dal gennaio 2008 le attività decisionali del CdA subiscono una lenta e progressiva paralisi a causa di veti incrociati e reciproche accuse tra le componenti artistiche Audiovisiva e Musicale da una parte e tra le diverse componenti sindacali dall’altra. (CGIL,CISL,UIL) I 4 Consiglieri di area artistica audiovisiva e 5 Consiglieri su 6 di nomina sindacale chiedono una profonda revisione del regolamento per l’assegnazione dei fondi promozionali (Art.7 e varie) perchè così strutturato favoriva i tentativi di truffa. Chiedono inoltre un nuovo regolamento per la ratifica dei Soci (previsto peraltro dalla Revisione Statutaria del 2005).
A nulla valgono i tentativi di mettere mano a riforme statutarie, ne l’avvicendamento alla Presidenza di Edoardo Vianello Consigliere di Amministrazione , il cui carattere decisionista, “super partes" nelle speranze di tutti, avrebbe dovuto costituire un punto di equilibrio tra le parti. Il nuovo Presidente avrebbe dovuto svolgere la funzione di arbitro ma appare subito evidente, specialmente durante le assemblee dei delegati, che sposi le posizioni dell’area musicale e di chi difende strenuamente lo status quo. Nessun positivo cambiamento. Nel giro di pochi mesi si crea una insanabile frattura con il Direttore Generale e i Consiglieri di Amministrazione a lui contrari, perché responsabile di una gestione autoritaria .Tale comportamento porta la maggioranza dei Consiglieri di Amministrazione (4 artisti della area audiovisiva e 5 rappresentanti di nomina sindacale su 6 ) a presentare le dimissioni.
A questo punto, invece di aprire un confronto tra le parti per superare la crisi, il Presidente nonostante l’aperta contrarietà della maggioranza assoluta dei Delegati dei Soci di area audiovisiva, e la diffida di 5 Consiglieri su 6 di nomina Sindacale e gli ammonimenti del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti di nomina del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), procede alla sostituzione dei Consiglieri dimessi, in modo illegittimo. I Consiglieri sostituti vengono votati ed eletti da 9 Delegati dei Soci su 30 aventi diritto al voto, convocati senza delibera consiliare l’8 per il 21 di Agosto 2008. Si apre così la strada, come riportato nella diffida delle Organizzazioni Sindacali al commissariamento dell'IMAIE e ad un probabile scioglimento dell’Ente.
La Magistratura continua il suo cammino: i giornali scrivono di una cinquantina di avvisi di garanzia tra soggetti interni ed esterni all'Istituto.
Nel frattempo, MIBAC e Ministero del lavoro chiedono ai Membri del Collegio dei Revisori dei Conti, di loro nomina, di produrre una relazione dettagliata sullo stato dell’IMAIE; a fronte di tale relazione, che conferma lo stato di crisi dell’Istituto (sottolineato dalla mancata approvazione nei termini di legge del bilancio consultivo 2007 e preventivo 2008), il MiBAC chiede alla Prefettura di Roma di effettuare le necessarie verifiche e procedere all’estinzione dell’ente, data l’impraticabilità di ipotesi di commissariamento derivante dalla natura privatistica dell’IMAIE.
A partire da Settembre 2008, il Presidente Vianello, forte della maggioranza conquistata nel C.d.A., (illegittimo) cerca di procedere verso le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali e accusa due dei Soci Fondatori CGIL e UIL di ostruzionismo sull’avvio dell’iter elettorale. Alcuni soci trascinano, per questo motivo, CGIL e UIL in Tribunale. Il giudice da pienamente ragione alle due Organizzazioni Sindacali e condanna i soci al pagamento delle spese.
Il Presidente indice inoltre una gara d’appalto per gestire esternamente l'art.7 e le prossime elezioni e nega ad oltranza alla componente artistica-audiovisivo dell’Assemblea dei Delegati di ripetere l’elezione dei Consiglieri di propria nomina in condizioni legali.
Nel Gennaio 2009 la politica di Vianello subisce un’altra sconfitta, il Tribunale di Roma, da ragione ai ricorrenti, (Soci Fondatori, Delegati dei soci e Consiglieri) che hanno presentato ricorso contro la sostituzione illegittima dei Componenti del C.d.A. ed emette un’Ordinanza con cui sospende i 4 Consiglieri di Amministrazione fraudolentemente in carica (quelli eletti il 21 agosto 2008).
Purtroppo, nonostante ciò, ai Delegati dei Soci continuerà ad essere negata la possibilità di rieleggere le proprie rappresentanze nel C.d.A. prima per un reclamo sulla sentenza, sul quale, per la terza volta i giudici gli daranno torto e poi senza giustificazione alcuna.
Nel frattempo la Magistratura continua il suo lavoro: viene ipotizzata una truffa di circa 4 milioni di euro.
A Febbraio 2009, nel contesto sommariamente descritto, arriva la comunicazione del Prefetto di avvio della procedura di estinzione, decreto del 30 Aprile 2009. Tutto il C.d.A., indistintamente, si dichiara contrario all’estinzione e lo comunica al Prefetto, ma nuovamente gli organi collegiali si spaccano su come difendere l’Ente. Vianello, con chi lo sostiene, decide di ricorrere al TAR, mentre i rappresentanti dei Soci Fondatori di CGIL e UIL ritengono che un’azione di salvataggio credibile passi attraverso il superamento dell’organismo che ha prodotto tale situazione e chiedono l’azzeramento di tutto il gruppo dirigente, una condizione che, ancora una volta, viene respinta.
Il provvedimento di estinzione viene sospeso dal TAR del Lazio, a cui si è appellato Vianello, con ordinanza del 21/05/09 , reiterato dal Prefetto il 28/05/09 e nuovamente sospeso dal TAR il 18/06/09, per essere poi riconfermato dal Consiglio di Stato con ordinanza del 14/07/09.
Il provvedimento del Prefetto, oltre a chiedere la nomina dei Commissari Liquidatori da parte del Tribunale di Roma, riconosce la situazione di paralisi ed incapacità di autogoverno di IMAIE, evidenziando tanto l’inadeguatezza della struttura dell’Istituto a raggiungere i propri fini statutari quanto le lacune della cornice legislativa che ne regola l’attività. Il provvedimento impegna inoltre il MiBAC ed il Governo ad effettuare gli interventi normativi necessari a rafforzare la tutela del diritto connesso ed a individuare un soggetto, esistente o da costituirsi, adeguatamente strutturato, per la gestione dello stesso. Il tutto garantendo la conservazione, per quanto possibile, del posto di lavoro dei dipendenti, proprio in considerazione del ruolo avuto dagli stessi nella tutela del patrimonio dell’Istituto.
A settembre 2009 i Soci Fondatori sottoscrivono congiuntamente un documento che delinea la proposta per la costituzione di un nuovo Istituto che viene inoltrata al MIBAC, a seguire vengono ricevute dal Ministero delegazioni di artisti e le stesse Organizzazioni Sindacali. L’impegno del ministero è di procedere entro il 31 dicembre 2009 al varo di un decreto legge per la costituzione del nuovo ente. A fine marzo 2010 ancora non accade nulla e mentre c’è chi redige statuti per un Istituto che ancora non esiste e chi spera che il TAR lo rimetta prima o poi in poltrona ,Lavoratori e Artisti scendono in piazza per difendere occupazione e diritti.
Tutto questo in attesa del risultato delle indagini da parte della Magistratura.